|

|
|
HOME PAGE |
|
MENU' TOUR
OPERATOR
PER LE TUE VACANZE
IN PUGLIA
|
|
|
PRENOTAZIONE HOTELS AGRITURISMI , ALBERGHI
E CASE VACANZA IN TUTTA LA PUGLIA |
|
HOTEL A BARI |
|
HOTEL A LECCE |
|
HOTEL A BRINDISI |
|
HOTEL A FOGGIA |
|
HOTEL
, AGRITURISMI e CASE VACANZA GARGANO
|
|
HOTEL
, AGRITURISMI e CASE VACANZA
LECCE |
|
HOTEL
, AGRITURISMI e CASE VACANZA
OTRANTO |
|
HOTEL
SAN
GIOVANNI ROTONDO
|
|
HOTEL
, AGRITURISMI e CASE VACANZA
SALENTO
|
|
HOTEL A TARANTO
|
|
HOTEL
, AGRITURISMI e CASE VACANZA
VALLE d' ITRIA
|
|
OFFERTE TOURS VACANZA IN PUGLIA
|
|
PACCHETTI TURISTICI E
TOURS IN PUGLIA |
|
ESCURSIONI E GUIDE TURISTICHE ORGANIZZATE |
|
ESCURSIONI CON GUIDA
IN LINGUA ITALIANA |
|
NON SOLO PUGLIA |
|
THAILANDIA |
|
La cultura pugliese
L'ubicazione
decisamente periferica della Puglia si è rivelata un'arma a doppio
taglio nella storia e nella cultura della regione. Era una terra
ambita, perchè naturale porto nel Mediterraneo per accedere
all'Oriente, che i Romani protessero dall'offensiva
cartaginese; ma ciò non bastò perché non vi si insediassero Greci,
Bizantini, Arabi, Normanni, Spagnoli… la sua cultura contemporanea è
il frutto dell'unione delle differenti e molteplici culture che si
sono incontrate e scontrate.
A partire dal Medioevo
l'ubicazione geografica ha costituito un vero e proprio handicap,
relegando alla marginalità una regione priva di una feudalità
residenziale di alto livello, dipendente da sovrani e capitali
troppo lontani. Soprattutto la mancanza di un forte centro di
aggregazione,(quale può essere una corte), ha ridotto notevolmente
le autonome manifestazioni culturali pugliesi, in favore di una
cultura essenzialmente "riflessa" dei modelli napoletani.
Federico II di Svevia, erede di un impero esteso dalla
Germania alla Sicilia, riuscì, nella prima metà del XIII secolo, a
riorganizzare la monarchia e ad arginare l'ingerenza di tutte le
forze particolaristiche governando attraverso “Costituzioni ferree”.

Ha fatto costruire in Puglia castelli e fortificazione, rendendo la
Puglia una delle regioni italiane più ricche di opere medioevali
d’Italia.
L’amore che FedericoII aveva per la Puglia non fu tuttavia
sufficiente a vincere l’egemonia politico-culturale partenopea, e
nemmeno a creare nella Puglia una cultura condivisa, far sentire
cioè i pugliesi cittadini di uno Stato.
E’ probabilmente per questo che, a differenza di altre regioni
italiane nelle quali il capoluogo da la connotazione all’intero
territorio, in Puglia ogni città, ogni paese ha caratteristiche
proprie.
In Puglia ci si va e poi ci si ritorna, proprio perché non è
sufficiente un unico viaggio per metabolizzare e apprezzare a pieno
le geografie, i colori, i sapori, gli odori...
Si può scegliere l’aspetto artistico/culturale, quello paesaggistico,
quello enogastronomico, da qualsiasi angolazione la si veda, le
opportunità sono tante.
Un interessante fenomeno culturale pugliese che da poco sta destando
nuovamente interesse, è quello musicale; c’è una riscoperta delle
tradizioni musicali pugliesi, in particolar modo quelle legate alla
terra salentina.
La Pizzica Tarantata, danza musicoterapeutica, era utilizzata
per la guarigione dai morsi delle Tarantole e dei serpenti, ma anche
per la cura di qualsiasi malessere di tipo psicologico mascherato
dietro la puntura dei suddetti animali.
La tradizione vuole che attorno ad un lenzuolo si formi la "ronda" (cerchio)
in mezzo al quale, con una tecnica molto elementare si balla la
danza della pizzica.

Lo strumento utilizzato per accompagnare il ritmo del ballo è il
tamburello leccese che viene suonato con una tecnica particolare,
dando il ritmo di base con la percussione e un caos ordinato con i
sonagli.
Nacque nel medioevo e si mantenne con intensità di partecipazione
popolare sino alla fine del '700, iniziando la sua decadenza nel
secolo successivo.
All’origine del fenomeno musicale c’è quindi lo stretto legame
tra popolo e terra, tra cibo e stagioni, come ben spiegato dalle
seguenti parole: ”la musica, e con essa il teatro di strada, le
veglie, i momenti della festa laica e religiosa, hanno sempre
intrecciato i loro spazi alle stagioni delle campagne: i canti, le
ghironde, i tamburelli si legavano alla terra e al cibo che essa
produce come naturale continuazione o, meglio, come parte del tutto.
La musica era parte viva: guariva e placava...” |
|